28/08/2026 16:03
Arrivato all'ombra delle cento torri dopo aver girovagato per l’Italia, Kleber Belluzzo, l'esperto portiere classe '87, ha trovato sotto le cento torri la sua dimensione ideale. Con la fascia al braccio e il cuore ormai dipinto di bianconero, Belluzzo non è più soltanto il guardiano dei pali dell'Ascoli, ma il simbolo stesso di un progetto a fuoco, che punta a riportare il club nei palcoscenici che gli competono.
-Come arrivi a questo nuovo inizio di stagione, in una categoria da tempo desiderata?
“Arrivo con tanta motivazione ed entusiasmo. È una categoria che desideravamo da tempo e che ci siamo conquistati con il lavoro e i sacrifici. Ora vogliamo dimostrare di essere all’altezza di questa nuova sfida”.
-Quali sono gli obiettivi della squadra e quanto, in questa nuova avventura, sarà importante lo spogliatoio per raggiungerli?
“Vogliamo arrivare il più in alto possibile, affrontando ogni partita come se fosse una finale. Abbiamo giocatori con caratteristiche e qualità diverse, e credo che tutti saranno importanti in un determinato momento della stagione, per questo lo spogliatoio e l’unione del gruppo saranno fondamentali”.
-Se dovessi descrivere questa squadra con tre parole, quale sceglieresti?
“Unita, ambiziosa e combattiva. Unita perché abbiamo un gruppo molto affiatato; ambiziosa perché vogliamo sempre migliorarci; combattiva perché non ci piace mollare”.
-Tu avrai ancora una volta la fascia al braccio: qual è la responsabilità più grande che senti?
“È un grande orgoglio, ma anche una grande responsabilità. Essere capitano significa rappresentare non solo i propri compagni, ma anche i valori della società e della squadra. Cercherò sempre di dare l’esempio, dentro e fuori dal campo, e di trasmettere la giusta mentalità al gruppo”.
Alice Mazzarini