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24/12/2020 13:00

Gravina, le parole che fanno sognare il futsal italiano: "Entrerà in FIGC, senza deroghe"

Mezzora in compagnia con il presidente della FIGC, Gabriele Gravina, moderata da Stefano Viafora di Padovasport.tv ma alla quale hanno preso parte i rappresentanti più autorevoli del giornalismo italiano che parla di calcio a cinque, per snocciolare le tematiche più importanti che interessano il nostro futsal e, soprattutto, parlare del futuro della disciplina assieme a colui che ha ripresentato la sua candidatura per esserne condottiero per un altro quadriennio.

Ovviamente, c’era anche Calcio a 5 Anteprima ad attorniare, nella call coordinata appunto da Stefano Viafora dagli studi padovani, il presidente Gravina. Ed il nostro direttore Orlando Casale ha voluto subito portare l’attenzione del dibattito su quelli che saranno i tempi che serviranno per il definitivo sbarco del futsal sotto l’egida della FIGC.

Un dibattito che ha spaziato sui temi preminenti che riguardano il rapporto tra futsal, FIGC e LND, per mezzora di domande pertinenti e risposte, da parte del presidente federale, oltremodo puntuali ed esaustive. Vi invitiamo a seguire la conferenza collegandovi a questo link, trattandosi della prima vera occasione di discussione da parte degli addetti ai lavori del mondo del futsal con il massimo dirigente dell’istituzione calcistica italiana.

 

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L’INTERVISTA - Quali sono i motivi che hanno spinto Gravina a guardare con così tanta attenzione al mondo del futsal? E’ la domanda introduttiva posta al numero uno del calcio italiano dal moderatore Stefano Viafora.

”Il calcio a cinque, come ogni settore del calcio italiano - chiarisce subito il presidente federale - deve rientrare nell’agenda della FIGC, credo in numeri obiettivamente evidenti che testimoniano l’evoluzione e l’esplosione di questo sport. Il calcio a cinque è balzato agli onori della cronaca per demeriti, quello che abbiamo vissuto nelle ultime settimane e negli ultimi mesi richiede qualche riflessione. Non spetta a me farne di natura politica all’interno della Divisione e della Lega Nazionale Dilettanti. A me aspettano valutazioni in prospettiva, quindi mi chiedo: se è accaduto nel calcio femminile non vedo perché non vedo non possa accadere nel futsal”.

Quello che si chiedono le 170 firmatarie della richiesta di passaggio dalla LND alla FIGC sono i tempi di attuazione e i vantaggi.

”Ci sono due atti ufficiali, due comunicazioni al Consiglio Federale, i quali dicono che c’è volontà politica di portare il calcio a cinque all’interno della FIGC. C’è soltanto un aspetto da valutare, i tempi, che possono essere velocissimi, può bastare un Consiglio Federale. Personalmente non voglio far trasparire nessun retrogusto politico, ma assicuro che c’è volontà politica della Federazione di procedere su questa strada, assolutamente non ci sono deroghe. E porteremo avanti questa idea non necessariamente dopo il 22 febbraio (il giorno fissato per l’elezione del nuovo presidente federale, n.d.c.)”.

La possibilità delle squadre di calcio a undici di sbarcare nel futsal è un argomento realistico?

”Si, la risposta è molto secca. Soprattutto incidendo sullo sviluppo di una nuova concezione culturale. Le realtà di Serie A di calcio vivono il calcio femminile o il futsal come una specie di fastidio, ma bisogna far capire che avere nel proprio interno certe attività diventa un vantaggio straordinario. Il problema è che dobbiamo rendere questo mondo più sostenibile, come sta accadendo per il femminile. Siamo riusciti con l’emendamento Nannicini ad ottenere tre milioni quest’anno per lo sviluppo del calcio femminile e quattro milioni per le prossime due stagioni. Nella sostanza bisogna rendere appetibile il prodotto, far capire agli interlocutori, che sono i presidenti dei grandi club, che stornare una piccola cellula mirata ai finanziamenti delle nuove discipline, è uno degli investimenti maggiori che si possano fare oggi sul calcio italiano”.

Incalzato, Gravina poi tocca anche l’argomento dei contributi federali, di cui il calcio a cinque, ma solo limitatamente ai club di Serie A maschili e femminili, ha usufruito solamente ora per il sostegno alle spese sostenute per contrastare il Covid. Gli viene chiesto se ci sia stato un errore di comunicazione, visto che le società di Serie A2 e B maschile ed A2 femminile non sono state interessate.

”Non c’è stato alcun errore di comunicazione. Abbiamo deciso di destinare a chi sta sostenendo in questo momento dei costi per i protocolli proposti dalla LND che riguardano alcune realtà del calcio a cinque di Serie A maschile e femminile. Non è stata fatta la proposta legandola al consenso delle 170 società (ossia le firmatarie della richiesta di uscita dalla LND, n.d.c.), come fosse una sorta di ristoro per riconoscere un qualcosa per questo passaggio alla FIGC, ma c’è stata una logica legata ad un flusso di oneri che, in questo momento, alcune società devono sostenere in rispetto ai protocolli, per andare incontro a delle esigenze. Le risorse non sono illimitate, la LND ha preso un contributo pari a tre volte la Serie A e la Serie B. Il sottoscritto ha assunto un impegno, circa un mese fa, con la Serie D, su questa proposta, e io gli impegni li mantengo. Dico di più, quello che voi mi dite mi stupisce: la Federazione ha versato oltre undici milioni di contributi alla LND, e per me per Lega Nazionale Dilettanti si parla dalla Serie D alla Terza Categoria, compreso il calcio a cinque. Mi meraviglia e mi stupirebbe, e chiaramente sarei particolarmente preoccupato, se dovesse essere stata solamente una ridistribuzione di risorse nel mondo dilettantistico ad esclusione del calcio a cinque come Divisione” .

Una volta sbarcato in FIGC, il futsal avrà un secondo problema da affrontare: quello di portar fuori dai Comitati Regionali l’organizzazione e la gestione dell’attività minore. Anche su questo argomento Sibilia chiarisce la sua posizione.

”Stamattina (venerdì, n.d.c.) ho avuto un confronto con alcuni protagonisti della prossima tornata elettorale del futsal che mi chiedevano cose di questo tipo. Penso ci debba essere un confronto diretto, dobbiamo capire punti di forza e criticità, dobbiamo elaborare un piano di sviluppo. Con il passaggio del calcio femminile tutta una serie di fondi e finanziamenti sono stati dedicati ad alcune iniziative, dobbiamo avviare un effetto domino anche in questo caso, raccogliendo le esigenze di tutti”.