Antenore, la B arriva da lontano. Rozzato: "Per i ragazzi è stato importante faticare fin dall'U.17"

L'epilogo più dolce alla fine l'Antenore Sport Padova è davvero riuscita a firmarlo, conquistando sabato scorso a Jesi la tanto sognata promozione in Serie B. Dopo il 4-4 dell'andata alla Gozzano e l'1-1 all'extra-time nella sfida di ritorno, sono serviti i calci di rigore a decretare chi avrebbe strappato il pass per il nazionale. Il trionfo dei patavini ai tiri dal dischetto è stato certamente carico di tensioni poi liberatesi in urla di gioia; dopo tutto, visto il percorso compiuto in questi anni, i biancorossi sapevano bene quanto ormai i tempi fossero maturi per il salto di categoria. Per capire però meglio cosa significhi davvero questa promozione in casa dei padovani, abbiamo scambiato due parole con l'allenatore, Andrea Rozzato.

- Mister, quella Serie B che, come dicevi alla vigilia del match di Jesi, meritavate, finalmente è arrivata: i tuoi primi pensieri dopo il calcio di rigore trasformato da Cesari?

"Sollievo e gratitudine. Sollievo perché ho finalmente perso un grande peso che portavo sulle spalle da tanto tempo e gratitudine ripensando a tutto quello che tante persone mi e ci hanno dato in queste due stagioni. C'è stato più di qualche pianto liberatorio in campo ed è stato molto bello abbracciarsi con i ragazzi e i tifosi giunti fino a Jesi da Padova".

- Se ti giri guardando indietro tutto il percorso che avete compiuto, specie in questa stagione, cosa pensi abbia fatto la differenza per raggiungere il traguardo della Serie B?

"La differenza per raggiungere la Serie B l'ha fatta un percorso di anni fatto insieme a questi ragazzi. Non scherzo: non ci sono formule magiche e non ci sono state metodologie che hanno cambiato dall'oggi al domani questi giocatori. E' stata una somma di esperienze, positive e negative, che li hanno formati fino ad essere quello che sono oggi. E' stato fondamentale faticare a livello giovanile, in Élite, quando avevano 17 anni, è stato importantissimo il raggiungimento delle Final Four Scudetto con l'Under 19, gli anni delle salvezze in C1 e, infine, le ultime due stagioni. Alberto Rodriguez è stato decisivo nella formazione di questi ragazzi e io ho tentato di aggiungere qualcosa di mio. Abbiamo vinto insieme come società, come progetto tecnico. Chi è arrivato questa estate si è calato nella parte, ha alzato il livello tecnico e tattico, il club ci ha sempre dato grande fiducia e tranquillità. E' una vittoria collettiva costruita nel tempo, con le persone e con le idee".

- Pensi che questo gruppo abbia già di per sé i mezzi per giocarsela in cadetteria?

"S', senza dubbio. Chiaramente avremo bisogno di un periodo di adattamento ma la nuova categoria spingerà i ragazzi ad alzare il livello, sarà una cosa naturale. La rosa, secondo me, ha bisogno di un paio di modifiche ma sostanzialmente ho piena fiducia nel gruppo e nella nostra cultura del lavoro".


Lorenzo Miotto